Il suo sessantesimo compleanno fu organizzato in grande, come piaceva a lui. Famiglia, amici, colleghi del cantiere. Tutti seduti in giardino, tavole imbandite, risate e brindisi.
Dopo il dolce, Gennaro si alzò per ringraziare gli invitati. Parlò del lavoro, della sua vita, dei successi. Poi, con un sorriso soddisfatto, alzò il bicchiere verso di me:
— Mia moglie è quella che tiene la casa in ordine. È per questo che serve, no?
Qualcuno rise. Qualcuno rimase in silenzio.
E in quel momento, qualcosa dentro di me si spezzò… ma anche si liberò.
Mi alzai.
Il momento del cambiamento
— Posso dire una cosa? — dissi con calma.
Tutti pensarono fosse un brindisi.
— Da ventidue anni lavoro da casa come traduttrice e correttrice di testi. Nessuno in questa famiglia lo sapeva. Con quel lavoro e con l’eredità di mia madre, ho comprato un appartamento. E la settimana prossima ci andrò a vivere.
Il silenzio fu totale.
Gennaro rimase immobile.
Continuai:
— Non è una scenata. È solo la verità. Dopo anni in cui mi è stato detto che “senza di lui non sono nessuno”, ho deciso che voglio scoprire chi sono da sola.
Dopo il silenzio
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